Tra sentimenti e progettualità
Con Mariagrazia Balducchi per non prenderla sul personale
Ciao! Questa è la newsletter della Matita Blu, uno spazio per chi crede che la buona comunicazione parta da e ritorni alle parole.
Se ci segui da diverso tempo, sai che siamo il marchio gemello della Matita Rossa. (Sono di parte, ma penso che dovresti proprio iscriverti anche alla newsletter ‘rossa’ perché condivideremo tanti contenuti interessanti anche lì.)
Alla Matita Blu ci occupiamo di strategie di comunicazione sui social, di copywriting (digital e per prodotti cartacei), di traduzioni professionali e di formazione in ambito comunicazione e scrittura; curiamo brochure, volumi aziendali, company profile, libri per gli anniversari; correggiamo bozze; creiamo newsletter e business podcast per i nostri clienti.
Quando parliamo di contenuto non intendiamo solo il testo, la foto o il video che finiscono nel piano editoriale, ma anche (e soprattutto) il concetto, l’unicità di una persona, di un’azienda o di un prodotto, il cuore della visione.
Nelle strategie di comunicazione entra sempre in gioco una forte componente di soggettività e di vulnerabilità che può essere difficile da gestire. Dal momento che ogni azienda e ogni persona sono unici e imperfetti, è normale che sia così. Però, al contrario di quanto si possa pensare, non si tratta di elementi da tenere sotto controllo o da reprimere, ma di valori da incanalare nella direzione giusta, per far emergere la realtà che li comunica.
Come fare, quindi, a bilanciare ragione e sentimento, emozione e progettualità?
Lo abbiamo chiesto a Mariagrazia Balducchi, consulente aziendale e autrice di Fai spazio alla felicità (Macro Edizioni 2023) e Non prenderla sul personale (Edizioni Lavoro 2024), due manuali, a loro modo, incentrati sull’atto di rimuovere il superfluo per far spazio al necessario, sia al lavoro che nel privato.
Mariagrazia si definisce xefortologa, vale a dire “esperta del buttar via” e forse il segreto per l’equilibrio è proprio questo.
In un contesto aziendale, come può essere quello di una piccola o media impresa, inutili non sono solo un sistema obsoleto o una riunione che poteva essere un’email, ma anche “convinzioni, abitudini o dinamiche relazionali” che non funzionano più e su cui nessuno interviene per quieto vivere.
Fare spazio vuol dire mettere in discussione l’automatismo dell’ “abbiamo sempre fatto così” e creare le condizioni perché le persone possano lavorare meglio, in modo più chiaro, fluido e motivante.
E il modo per garantire un ambiente di lavoro sereno consiste proprio nel “non prenderla sul personale”. Nonostante sembri un’espressione che invita alla freddezza, per Mariagrazia è sintesi di un approccio emozionale, che permette di affrontare con calma e risolutezza le giornate più pesanti, quando basta un attimo per perdere lucidità e creare danno.
Nel lavoro – che tu sia imprenditore, freelance o dipendente – siamo continuamente esposti a giudizi, aspettative, contrasti, decisioni da prendere, parole da dire o da ricevere. E non è raro che le situazioni vengano vissute sul piano personale, come se ogni feedback fosse un attacco o ogni errore una questione di identità. Questo però ci toglie energia, chiarezza e spesso anche efficacia.
Si tratta di spunti di valutazione e organizzazione aziendale che coinvolgono in maniera molto diretta anche le strategie di comunicazione, perché in fondo è sempre così: il ‘reparto comunicazione’ di ogni realtà imprenditoriale (piccola o grande che sia) va a braccetto con le scelte strategiche dell’attività. Sono come il corpo e le parole (o l’aspetto) di una persona: non puoi separare davvero ciò che mostri da ciò che sei.
Un’azienda può avere la strategia migliore del mondo, ma se il modo in cui la comunica è incoerente, confuso o superficiale, agli occhi degli altri risulterà altrettanto incoerente, confusa o superficiale. La comunicazione è il volto che porti in giro, è il tono con cui ti presenti, è il linguaggio del tuo sguardo, del tuo silenzio, della tua stretta di mano.
È proprio su questo che puntiamo alla Matita Blu, cercando di trovare la giusta voce e postura per ogni cliente.
Ne parleremo presto.
Nel frattempo ti lascio con una domanda: Se la tua realtà imprenditoriale o tu entraste in una stanza piena di persone sconosciute, che impressione fareste prima ancora di parlare?
Alla prossima,
Luisa
ufficio stampa e SMM La Matita Blu
Grazie per aver letto questa lunga e-mail. Questa newsletter nasce anche come spazio di confronto. Se vuoi parlare dei temi trattati in questo numero, rispondi pure a questa e-mail.
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